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ANOLINI DELLA VAL D’ARDA (I anvein)

De.Co.

Enogastronomia di Fiorenzuola d’Arda e della Val d’Arda

Scoprire Fiorenzuola d’Arda e la Val d’Arda significa intraprendere un viaggio autentico nei sapori della tradizione piacentina, dove la cucina nasce dal legame profondo tra territorio, agricoltura e cultura contadina.

La gastronomia locale, come buona parte della cucina tipica piacentina, è storicamente connessa alle risorse agricole della zona. Le vallate del Piacentino hanno messo a disposizione nel tempo materie prime abbondanti ma differenti, dando origine a ricette semplici, genuine e fortemente identitarie.

Il ruolo del latte e dei formaggi

Elemento centrale dell’economia agricola di Fiorenzuola d’Arda è da secoli l’allevamento bovino da latte. Questa vocazione ha reso il territorio uno dei luoghi storici di produzione e stagionatura del Grana Padano, presente in zona da oltre quattrocento anni. Il formaggio, insieme ai grassi animali, è diventato protagonista della cucina locale, influenzando profondamente la preparazione dei piatti tradizionali.

Gli Anolini della Val d’Arda

Tra le specialità più rappresentative spiccano gli Anolini della Val d’Arda, simbolo della tradizione gastronomica fiorenzuolana. A differenza di altre aree del Piacentino, qui il ripieno è a base di formaggio anziché di carne, espressione di una storica cucina povera di carni ma ricca di gusto e sostanza.

Questa particolarità si spiega con il contesto geografico e sociale della zona, collocata tra Piacenza città e il territorio parmense, realtà storicamente più ricche dal punto di vista alimentare e culturale.

Un’identità gastronomica autentica

La posizione di Fiorenzuola d’Arda, nel cuore della pianura piacentina, ha contribuito a preservare una cucina autentica, poco influenzata dalle tradizioni lombarde, liguri e piemontesi presenti in altri comuni confinanti o rivieraschi del Po.

Oggi, l’enogastronomia di Fiorenzuola d’Arda e della Val d’Arda rappresenta un patrimonio da vivere e gustare: trattorie tipiche, prodotti locali, ricette tramandate nel tempo raccontano l’anima più vera di questo territorio dell’Emilia-Romagna.

Ricetta

TIPOLOGIA
Primo
DIFFICOLTÀ
media
INGREDIENTI
Pasta:

  • 500 g farina
  • 5 uova
  • acqua q.b.

Ripieno:

  • 100 g pane raffermo grattugiato
  • 300 g formaggio (una parte di grana padano e una parte di stravecchio)
  • 2 uova
  • sale
  • noce moscata
  • brodo per scottare
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(Per 4 persone)

Pasta:

  • 500 g farina
  • 5 uova
  • acqua q.b.

Ripieno:

  • 100 g pane raffermo grattugiato
  • 300 g formaggio (una parte di grana padano e una parte di stravecchio)
  • 2 uova
  • sale
  • noce moscata
  • brodo per scottare
PREPARAZIONE
Ripieno: con il brodo bollente si scotta il pane grattugiato, si aggiungono il formaggio ( pure grattugiato) , le uova, il sale e la noce moscata. Si lavora il composto usando anche le mani affinché gli ingredienti siano ben amalgamati.

Pasta: per preparare la pasta disporre la farina a fontana e aggiungere al centro le uova. Cominciare ad impastare e, se necessario, aggiungere acqua q.b. La pasta deve essere lavorata a lungo e risultare ben elastica, meglio se lasciata riposare almeno mezz’ora coperta con uno straccio.

Tirare la sfoglia sottile e disporre su di essa , da un lato, tante palline di ripieno distanti tra loro 4-5 cm . Ripiegare la pasta in modo da coprire il ripieno e ritagliarli con l’apposita forma (un anello di metallo dentellato usualmente con manico di legno).

Cottura

Gli anolini vengono cotti freschi, appena fatti, o dopo averli lasciati ad asciugare in luogo fresco .

Gli anolini vengono cotti per circa 4/5 minuti nel brodo preparato con carne di manzo, gallina o cappone, maiale dosandone la quantità in modo da ottenere un brodo saporito ma non grasso, limpido, sapido ma di gusto delicato: il classico “brodo di terza”. Vanno aggiunte le verdure classiche: carota, sedano, cipolla. Il brodo deve bollire per almeno 2-3 ore.

Dalla pentola vengono trasferiti nella zuppiera posta al centro tavola e si servono nei piatti fondi ancora fumanti.

Note:

Per i laboratori di pasta fresca e per i ristoranti è consentito l’utilizzo di macchinari che facilitano la produzione del prodotto, fermo restando l’osservanza degli ingredienti previsti dal presente disciplinare. E’ consentito il congelamento .

La forma dell’anolino è tondeggiante a bordo liscio o seghettato. La versione storica è a bordo liscio in quanto venivano utilizzati stampi in legno di dimensione di “uno scudo d’argento del Ducato” ai tempi di Maria Luigia ma anche, in epoca più recente, un bicchierino da liquore rovesciato.

La carne utilizzata per il brodo ( lesso) viene consumata abitualmente come secondo ed è accompagnata da varie salse, cotte o crude, a base di verdure.

Era abitudine, soprattutto nel passato, aggiungere un poco di vino rosso al brodo rimasto nel piatto dopo avere gustato gli anolini. Questa prassi , così cara ai nostri anziani , prende il nome di Sürbì ( Fonte bibliografica :” Mi sum ad Fiurinsôla” – Circolo storico di Fiorenzuola – 1995 ).

Vino consigliato:

Vino rosso Gutturnio

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Ripieno: con il brodo bollente si scotta il pane grattugiato, si aggiungono il formaggio ( pure grattugiato) , le uova, il sale e la noce moscata. Si lavora il composto usando anche le mani affinché gli ingredienti siano ben amalgamati.

Pasta: per preparare la pasta disporre la farina a fontana e aggiungere al centro le uova. Cominciare ad impastare e, se necessario, aggiungere acqua q.b. La pasta deve essere lavorata a lungo e risultare ben elastica, meglio se lasciata riposare almeno mezz’ora coperta con uno straccio.

Tirare la sfoglia sottile e disporre su di essa , da un lato, tante palline di ripieno distanti tra loro 4-5 cm . Ripiegare la pasta in modo da coprire il ripieno e ritagliarli con l’apposita forma (un anello di metallo dentellato usualmente con manico di legno).

Cottura

Gli anolini vengono cotti freschi, appena fatti, o dopo averli lasciati ad asciugare in luogo fresco .

Gli anolini vengono cotti per circa 4/5 minuti nel brodo preparato con carne di manzo, gallina o cappone, maiale dosandone la quantità in modo da ottenere un brodo saporito ma non grasso, limpido, sapido ma di gusto delicato: il classico “brodo di terza”. Vanno aggiunte le verdure classiche: carota, sedano, cipolla. Il brodo deve bollire per almeno 2-3 ore.

Dalla pentola vengono trasferiti nella zuppiera posta al centro tavola e si servono nei piatti fondi ancora fumanti.

Note:

Per i laboratori di pasta fresca e per i ristoranti è consentito l’utilizzo di macchinari che facilitano la produzione del prodotto, fermo restando l’osservanza degli ingredienti previsti dal presente disciplinare. E’ consentito il congelamento .

La forma dell’anolino è tondeggiante a bordo liscio o seghettato. La versione storica è a bordo liscio in quanto venivano utilizzati stampi in legno di dimensione di “uno scudo d’argento del Ducato” ai tempi di Maria Luigia ma anche, in epoca più recente, un bicchierino da liquore rovesciato.

La carne utilizzata per il brodo ( lesso) viene consumata abitualmente come secondo ed è accompagnata da varie salse, cotte o crude, a base di verdure.

Era abitudine, soprattutto nel passato, aggiungere un poco di vino rosso al brodo rimasto nel piatto dopo avere gustato gli anolini. Questa prassi , così cara ai nostri anziani , prende il nome di Sürbì ( Fonte bibliografica :” Mi sum ad Fiurinsôla” – Circolo storico di Fiorenzuola – 1995 ).

Vino consigliato:

Vino rosso Gutturnio

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